venerdì 1 giugno 2012

Trasloco!

Provo a fare un cambio di dominio sperando che riesca a capirci qualcosa con Wordpress!
questo il mio nuovo indirizzo:
 http://vitadiunastudentessaitaliana.wordpress.com/
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martedì 15 maggio 2012

Travel Journalism

Lezione di Travel Journalism alla London School of Journalism

Se pensavo che lavorare come TRAVEL JOURNALIST fosse semplicemente molto fico,dopo la lezione di Paul Gogarty, giornalista per il Guardian, ne sono assolutamente certa!
Un tizio sui 50 anni portati bene che ci racconta come è cominciata la sua avventura e l'unico, veramente l'unico a dire: ragazzi, è un periodo di cambiamento, il lavoro è difficile trovarlo perchè si sta trasformando. E non vedetelo solo da lato negativo!

Un tizio molto bravo d insegnare, che è partito da giovane con la sua backpack ed è stato 3 anni in India. Torna e gli dicono di scrivere dei suoi viaggi. Non si limita a farlo, ma propone, ha qualcosa da offrire e ora è un giornalista affermato.
Un tizio che ha girato il mondo. Punto.
Ci illustra il programma. 
Ci mostra come essere un travel journalist sia un processo graduale, si parte esaminando le diverse categorie del settore, i requisiti necessari (TOP 3: abilità di scrittura, idee, essere "huslter" ovvero sapersi vendere), i pro e i contro del mestiere:

PRO: viaggiare FOR FREE, esperienza, conoscere fantastica gente di tutto il mondo
CONTRO:  soldi - pochi, solitudine, mancanza di stabilità familiare e relazionale, malattie (grazie Anto per questa chicca).

Cit: "Vedete, ci sono elementi contrastanti nel mestiere, due facce della stessa medaglia: magari conoscete un mucchio di gente simpatica e interessante in India mentre vostra moglie è a casa che firma le pratiche per il divorzio!"

Si arriva poi al lato economico della cosa, il sapersi vendere è l'obbligo in questo mestiere, fino allo sviluppo di IDEE, quali vanno bene e quali no, e al proprio stile.

Un processo dove si impara dagli esperti e dove si scopre di essere esperti in qualcosa, anche se ancora non sappiamo cosa (però lui ha detto che c'è... mah...)

Forse non darà da mangiare, ma è un lavoro che apre la mente e permette di viaggiare con un'occhio diverso, assaporando la novità del luogo e avendo il provilegio di trasmetterla agli altri.
Tutto, dice Cogarty, può essere soggetto di un racconto di viaggio, anche una colazione di mezz'ora ma che ti permette di vivere, sentire il luogo meglio di qualsiasi guida turistica.

Viaggiare per il gusto di farlo, viaggiare con la mente attenta ai particolari, viaggiare e conoscere il posto che si visita dalle parole della gente che vive lì.
Viaggiare ed essere curiosi, chiedere, informarsi. Scoprire i posti nascosti, le particolarità.
Poi scriverne per chi non c'è stato, conservando tutta l'intensità del momento, che è poi la sostanza di ogni viaggio.

Ovviamente è anche un lavoro, e come tale è soggetto a regole di mercato e di audience. Che cosa vuole l'audience?
I 5 migliori ristoranti italiani a Londra? Probabilmente se si sommano tutte le liste di tutti i giornali dei 5 migliori ristoranti italiani a Londra, abbiamo l'elenco completo di tutti i ristoranti italiani a Londra.
 L'audience vuole quello che lo scrittore riesce a dargli, vuole provare la stessa emozione nel vedere un paesaggio inedito, vuole lo stesso mal di stomaco dopo aver assaggiato un piatto africano a base di cervello, vuole lo stesso sapore del viaggio, vuole sapere la tua esperienza.

Quale miglior lavoro uno in cui vieni pagato per fare esperienza e renderne gli altri partecipi?

Lezione n. 9 - Londra è un agglomerato di quartieri, non una città, che porta a continue scelte: non troverai mai un pub che trasmette la partita a Notting Hill o a Myfair, come non troverai mai un ristorante nell City.




sabato 12 maggio 2012

Generazione - crisi, l'eccezione è l'unica arma

Il nome è emblematico.
GENERAZIONE - CRISI.
Non generazione figli dei fiori o generazione '68, generazione minigonna o generazione beat.
Generazione - crisi.

Perchè la crisi è in atto o perchè la nostra generazione è in crisi?

Forse la seconda, soprattutto perchè la crisi c'è, e ha portato dei cambiamenti a livello sociale al quale non eravamo abituati. 
Ci hanno insegnato che con un buon livello di studio, una laurea, seguendo un certo percorso che bene o male era per tutti lo stesso, si poteva raggiungere la meta: un lavoro.  E non un lavoro qualunque, ma uno che consentisse una certa scalata sociale, una certa carriera, per una perfetta vita priva di problemi insormontabili.
I nostri genitori hanno fatto così, almeno la maggior parte.

La crisi ha sgretolato questa certezza e ha messo la nuova generazione di 20-30 enni di fronte ad ALTRE possibilità (e non in termine positivo del senso): poichè quel vecchio modello studio - buon lavoro ha smesso di funzionare, ora serve un percorso alternativo per raggiungere lo stesso ambito obiettivo.

Un percorso che aggiunge un'altro fattore:  studio - eccezionalità - lavoro (precario)
Si tratta di ESSERE ECCEZIONALI, costituire un'eccezione a coloro che ancora conservano il vecchio modello studio - lavoro. 

Eccezione che può venire da un viaggio, da una sommatoria di esperienze, da un'idea brillante. Eccezione che viene da qualcosa che TU hai fatto e nessun'altro mai
Ma a quanti di quelli che ora decidono del nostro lavoro è stato richiesto di fare lo stesso? A quanti dei nostri professori laureati a 18 politico è stato detto di fare qualcosa in più?
Eccezionali quando si è sempre up-to-date, quando si lotta per la visibilità in un mondo bendato dall'economia in decadenza, quando si conoscono 3 lingue, si hanno due lauree, ma ancora non è abbastanza. Eccezionali quando ti chiedono 3 anni di esperienza e massimo 25 anni di vita. 
Eccezionali, forse, per riuscire a sopportare tutto questo.

Questo allunga enormemente l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, poichè gli standard richiesti si sono alzati, e detto semplicemente, non basta più una laurea di secondo livello con 110 e lode, serve l'ECCEZIONE

Ovviamente non è facile averla, perchè nella nostra cultura quello schema è ancora ben radicato e non è ancora facile capire come un tirocinio, ad esempio, non sia più utile in quanto sempre meno formativo, oltre che non retribuito
 (ho avuto un profondo senso di tristezza dopo aver letto il post di una giovane che c'è riuscita, dopo un tirocinio in azienda, le è stato chiesto di collaborare. Lo sconforto deriva da una frasetta fra virgole che diceva pressapoco così: forse sono stata fortunata perchè nel momento in cui finiva il mio tirocinio una collega è andata in maternità, e mi hanno chiesto di prendere il suo posto. Se non fosse stato per questo forse i miei sforzi sarebbero stati vani....).


Eccezionalità e posto giusto - momento giusto. Le uniche armi che la generazione (in) crisi ha.
E poi diciamolo, non è che non ci stiamo provando. 
A nessuno piace ancora chiedere i soldi a mamma e papà, se ancora non si è capito.

Ma dove troviamo il modo di essere eccezionali quando continuamente la società impone modelli nella norma ma obsoleti?
Come possiamo essere eccezionali quando quotidianamente dobbiamo combattere con il peso dell'incertezza del futuro e il costante pensiero di dover fare quel qualcosa, ma che non lo troviamo?
Come facciamo a darci da fare quand lo Stato è il primo a tagliarci le gambe e a dire che non è ancora sufficente, che serve di più, che le possibilità che ci offre sono minime, inutili?
Può essere motivante, nella maggior parte dei casi è solamente frustrante.

Come possiamo non cadere in crisi, quando nonostante gli sforzi, che sono tanti, ancora non si ricava un ragno dal buco?

Ho 23 anni, studio a Londra e non trovo niente. Finirò la scuola di giornalismo e non so quello che fare. 
Non ho idee brillanti come Zuckeberg, non ho raccomandazioni nè grosse possibilità di studiare o vivere in luoghi prestigiosi,  se non quelle che vengono dal piccolo contributo di mia madre e il lavoro da cameriera dell'estate scorsa.

Non sono eccezionale. Sono una qualunque. Una qualunque che è in crisi, una qualunque che potrebbe essere stata la 28enne di Cosenza che ha perso la vita perchè non riusciva a essere l'eccezione. 

Non sto dicendo che è troppo difficile per riuscirci ed è meglio arrendersi. 
Ma è una continua  lotta per la sopravvivenza, e i termini ultimi per la vittoria si avvicinano ogni anno di più.
 24, 25, 26, 30 anni e non hai fatto ancora niente, non sei l'eccezione, non sei quello che l'azienda vuole. Sei un disperato dei tanti, e non ci servi.
Inoltre, la consapevolezza. Un'arma a doppio taglio che rende vano ogni sforzo, perchè ogni sforzo e ogni sconfitta sono difficili da digerire, quando il ticchettio dell'orologio rimbomba nella testa. 
Quando vedi gli sforzi dei tuoi genitori e non riesci ancora a ripagarli, e non sai se potrai mai farlo.

C'è solo da continuare a lottare, ora, sperando di riuscire a trovarla quell'eccezione, che ci conceda, almeno per un tempo determinato, un leggero e timido
respiro di sollievo.

(Il fatto che poi io non trovi il senso in tutto questo, e quello che vorrei fare è solamente prendere 4 cose e mettermi a girare il mondo anche dovessi cogliere ciliege in australia o pascolare le pecore in Uruguay, è un'altro discorso.
Solo come glielo dico a nonno, che sta male e ha fatto tanto per me come un padre, che ci spera tanto a vedermi qualcuno?) 

mercoledì 9 maggio 2012

Time for the BANK ACCOUNT!

OK, OK
Oramai sono mesi che siete a Londra.
Avete la vostra vita,
avete trovato un lavoretto.
E' tempo di aprire un bel conto corrente inglese, necessario per lavorare nel paese della Regina poiche' e' li' dove arriveranno i soldi.
E' un'operazione che richiede pochi minuti, tuttavia e' bene valutare bene la banca da scegliere, il tipo di conto, e soprattutto evitare di perdersi nella burocrazia.Molto spesso purtroppo dipende anche dall'impiegato che avete di fronte, ma se vi presentate con tutti i documenti in regola e soprattutto il NATIONAL INSURANCE NUMBER, allora non c' e' addetto alla cassa represso che tenga!

1) Le Banche


  •  Abbey National (http://www.abbeynational.co.uk/) 
  •  Royal Bank of Scotland (http://www.royalbankofscotland.co.uk/)
  • The Co-operative Bank
  • NatWest (http://www.natwest.co.uk/)
  • Santander
  • Barclays (http://www.barclays.co.uk/), le condizioni sono sicuramente ottimali: il canone gratuito comprende tutto quello che potete volere da un conto corrente. E' poi quella che ho aperto anche io! 
  • Lloyds TSB (http://www.lloydstsb.co.uk)
  • HSBC (http://www.hsbc.co.uk), buon servizio sempre con canone gratuito. È anche una delle banche più rapide a fornire la carta di debito e il libretto degli assegni.Me l'hanno consigliata in molti. 
2) Il tipo di Conto

 Tutte hanno un conto interest free, un conto corrente base GRATUITO.
Se vi viene chiesto di pagare un fee mensile è perché hanno aggiunto inutili servizi al conto !
Chiedete sempre di avere il contro gratuito! (free fees, without monthly cost)
Si puo' negoziare un limite di fondo scoperto, ma sarebbe sempre meglio non superarlo, almeno per non far alzare il tasso di interesse da pagare alla banca!

I servizi principali sono l’Internet and Telephone banking, una Debit Card (il nostro Bancomat) e una Credit Card (Visa or Master Card).

3) Documenti necessari:

  • Documento di identita' (Passaporto meglio di tutti, senno' carta di identita')
  • Qualcosa che provi la vostra residenza in the UK (se avete il NATIONAL INSURANCE NUMBER meglio, altrimenti una bolletta intestata a voi, che non ha mai quasi nessuno, o il contratto di affitto. Se non avete queste cose, come e' capitato a me, fate il NIN e via!)
  • Soldi, da mettere nel conto (Almeno 50 sterline in genere)

Presentatevi alla banca scelta, chiedete un'appuntamento, e da li' a poco avrete il vostro nuovo conto!
Peccato che dentro i soldi non ce ne sono...
 

sabato 5 maggio 2012

Tre mesi update

E siamo a metà rush di questo strano percorso che mi sta facendo capire diverse cose sul da farsi.

Dopo tre mesi passati a Londra alla London School of Journalism devo dire che alcune cose le ho imparate:
1- Mai scherzare con gli Inglesi. Una cosuccia che in Italia sarebbe considerata una "ragazzata" qui viene presa estremamente sul serio. La serietà è un'elemento che li contraddistingue da sempre e purtroppo questo fa sentire noi Italiani, una volta che ci si sbatte, delle cacchine di piccione, a pensare "ma quanto sono deficente"!
2- Lavoro Pratico. Alla scuola si aspettano interviste clamorose, indagini sul campo, ricerca e partecipazione. E' un lavoro estremamente pratico, e in questo gli inglesi sono bravi. Tuttavia, alla teoria, noi italiani andiamo forti. Lo spiega il massimo dei voti che prendiamo nei compiti di MEDIA LAW (Diritto della Comunicazione) contro gli C degli Inglesi, che non sono abituati a studiare tomi su tomi per un esame di 5 crediti.
3- Mai lasciar morire la scintilla. Credevo fosse più facile, lo so. Scrivere in inglese, la terra delle opportunità, chi cerca trova. Non è stato propriamente cosi, perchè almeno a livello concreto, a metà corso siamo quasi punto a capo. Tuttavia non bisogna arrendersi, parlo da giovane che giusto ieri ha letto il bel discorsetto di un certo giovanotto Nicolò Amendola, e l'ha trovata fondata ma pretenziosa. Soprattutto, non arrendersi significa riconoscere le vie traverse, le altre strade. Non ci sono solo quei punti prestabiliti da seguire laureal-lavoro-carriera-famiglia. C'è molto altro fuori, e probabilmente, la
lezione n.7 è la più importante: 
le esperienze di vita sono il succo di tutto quello che stiamo facendo, e la soddisfazione arriva dal basso. 

 Io forse un tirocinio non lo troverò a Londra, ma a quel punto realizzo uno dei miei desideri, riprendere il francese, magari a Parigi o a Bruxelles.
 Perchè devo per forza fare un tirocinio e cominciare la carriera? Perchè deve essere cosi importante?
 Perchè ammiriamo la gente che manda tutto a quel paese per un sogno, ma non siamo capaci di farlo?
Perchè in questa società è il lavoro che identifica, ma non la vita stessa? All'estero l'anno sabbatico per viaggiare se lo prendono TUTTI, il lavoro lo trovano lo stesso anche anni dopo di noi. Chi ha vinto?

 Non ho soldi da buttare, non ho agevolazioni di alcun genere. ù

Ma ho sempre lavorato per guadagnarmi le mie esperienze, e non a Bangladesh (leggete l'articolo e capirete) ma a Porto San Giorgio (FM) come cameriera. L'ho rifatto anche a Londra per un pò e lo rifarò se necessario in qualsiasi altro posto del mondo. 

E questo mi da soddisfazione, anche se la giornalista, in vita mia, non la farò mai.

mercoledì 18 aprile 2012

Following the white rabbit

Tic
Tac
Tic
Tac
Il tempo corre, seguiamo il bianconiglio della speranza.
Veloci, veloci, dobbiamo sbrigarci.
Lavoro, famiglia, sistemarsi.
Carriera.
Il tempo scorre e lo sento addosso.
Scotta fra le mani come braci
E vedo gente attorno a me che brucia
che perde la vita per niente
Da quando vivere e' una questione di fortuna e di contatti?


giovedì 29 marzo 2012

Due mesi di LSJ

Cosa dire della London School of Journalism dopo due mesi dall'inizio?

Solamente che E' FOTTUTAMENTE IMPEGNATIVA!

Se presa sul serio, come tutte le cose, è una scuola difficile. Ha innanzitutto alti livelli valutativi, anche per essere un master a pagamento.
Richiede lavori continuativi e di ottima qualità.
Gli esternal markers non perdonano.

Il lavoro da svolgere è tanto e complesso. 
Almeno un assignment alla settimana, o due se non sono previste delle lezioni. Insieme, 3 scritti individuali di presentare al proprio tutor di media ogni due settimane.
Poi ci sono i libri da studiare, le ricerche e le interviste da (ipoteticamente) sostenere per un articolo originale e supportato da FATTI.

Dall'altro lato, la qualità dell'insegnamento non è cosi scontata. Come in ogni istituto, essa dipende dal professore.
Alcune materie sono molto interessanti e ben strutturate.

Media Law, diritto della comunicazione, è un corso che mi ha appassionato strada facendo. Il professore, Andrew Knight, inizialmente era difficile da capire, data la sua parlantina e il suo accento molto londinese. Piano piano però è diventato comprensibile, ed oltre che essere un docente simpatico e dalla battuta pronta, è anche super orgoglioso del suo quadernone ad anelli pieno di vecchi articoli, amorevolmente tenuti in fogli trasparenti e divisi per ogni facciata da un sottile foglio di carta bianca. 
Ha articoli per ogni singolo articolo o codice o act presente nel libro di legge più spaventoso quanto semplice mai visto, l'Essential Law for Journalists di Mr McNae. 
Apparte la somiglianza con Jhon Locke di Lost ma coi capelli di lato e i completi tinta unita pantalone sgualcito - camicia a righe - cravatta, è un buon insegnante e anche l'unico che da soddisfazione (grazie per la A prof!) e che mi ha fatto interessare anche alle innumerevoli denuncie diNaomi Campbell alla stampa per foto o articoli sulla sua tossicodipendenza.

Feature, Style,  Internet Research, sono invece corsi potenzialmente molto interessanti, e soprattutto istruttivi per uno studente non inglese. Tuttavia, il professore, tale Peter Carty, che come giornalista del Guardian e ex rivoluzionario degli anni '80 probabilmente era il massimo. Come insegnante tralasciamo.
Questioni prive di sostanza e domande che non trovano risposta, o se la trovano è un mugugno nasale tipo "ouuuuH"  privo di senso.
Ogni tanto qualche spunto interessante, ma nel complesso avremmo sperato di meglio.

Blogging è un corso appena iniziato su come aprire un blog e sul giornalismo nel web. Forse un pò obsoleto, direi, ma stimolante perchè alla fine concretamente abbiamo dovuto aprire un blog e curarlo, cosa che alle volte im ricorda il vecchio tamagochi. Lo aggiorni, cambi l'interfaccia, lo curi e lo sistemi. Come un animaletto vivo e bisognoso che rischia di restare indietro mentre il mondo digitale corre veloce verso l'orizzonte. Il professore, Gary Moskowitz, è un giovanotto Newyorkese estremamente fico, e sposato, che ha capito in anticipo la potenza della comunicazione su web, e a 30 insegna alla City University di Londra e collabora con il New York Times. Quando si dice la VEDENZA. Qui il link al suo blog, su musica, arte e cronaca contemporanea.

Tutto sommato sono soddisfatta della scelta, a livello formativo è un'ottima esperienza. Speriamo poi anche a livello pratico... 
Prima che diventi cieca e matta.