Tra gli effetti di una bottiglia di vino in due, e l'atmosfera di una rievocazione storica paesana sufficentemente rinomata nella zona ed oltre, mi avvicino ad una non proprio economica cartomante per farmi leggere il futuro nei tarocchi.
C'è chi ci crede e chi no, io sono soltanto troppo curiosa.
Mi dice che otterrò i miei risultati, con dei sacrifici, ma devo allontanarmi dall'Italia ed andare all'estero.
"Ma che lavoro vuoi fare?"
"La giornalista"
"Ah, ecco".
All'estero ci andrò eccome, anche se ho sentito di talmente tanti troppi italiani a Londra che sembrerà non essersi mai staccati veramente da casa. Tuttavia i dubbi e le paure restano sempre.
Da un mese a questa parte diventerò dottoressa. Una modesta quanto inutile laurea triennale in Scienze della Comunicazione che tutti mi continuano gentilmente a ricordare che non serve assolutamente a niente, come se le lauree al giorno d'oggi servissero a far carriera come vent'anni fa.
In ogni caso un passo è fatto, una prima tappa sta per essere raggiunta. Se servirà o meno lo scoprirò solo più avanti. Ciò che ora mi spinge a continuare il mio percorso, oltre che una determinazione e una necessità tutte personali, è vedere quanti miei coetanei, senza troppi soldi, nè eccessive pretese, senza prospettive certe e senza basi solide, continuano imperterriti a studiare e ad inventarsi nuovi modi per sopravvivere a questa crisi del duemila.
Non è facile vedersi tagliare il futuro a colpi di manovre.
Ci sono troppe cose per le quali indignarsi oggi che oramai ci abbiamo fatto il callo. La tassa di solidarietà solo agli statali, gli stipendi delle famiglie messi a nudo sul web, i tagli alle pensioni e l'aumento del costo dei beni di prima necessità. Gli sprechi della politica ed i furti legalizzati.
Prendersi una laurea era segno di merito. In una società meritocratica questo avrebbe senso. L'attuale società ha preso una piega leggemente più obliqua.
Cosi questa mia laurea, in particolare, mi rende confusa e felice. Cosi il master a Londra sarà una grandissima esperienza, ma lasciare il mio paese sembra scappare da una nave che affonda, senza realmente fare niente. Sembra cosi difficile poter realmente cambiare le cose oggi, che tutti ci limitiamo a programmarci le nostre, di cose. E lasciamo per gli altri solo commenti senza utilità o frasi trite e ritrite.
Passo passo, una soluzione a questa brutta situazione si troverà per forza, e spero anche per la mia.
Per ora, non posso far altro che andare avanti e pensare che, almeno, una laurea ce l'ho.
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