lunedì 14 novembre 2011

Weekend nostop

Dopo un fine settimana lontana da giornali e televisione (un pò fuori dal mondo, un pò sul rilassamento tipico dela beata ignoranza), fondamentalmente non è cambiato niente.
Tanti giovanotti preposti a risollevar le sorti della trista patria, dai 57 anni in su (AMATO???????)
Lo spread che magicamente scende (la forza mistica di B, non ha fine, appena se n'è andato, tutto va già meglio...)
Tanto chiacchiericcio.
E io sono ancora qui a cercar di dare un senso alle mie giornate. Certe consuetudini danno infinita sicurezza.

mercoledì 9 novembre 2011

Per non star sempre a pensare alla precarietà... Le letture

L’adolescenza messa a dura prova dalle tragedie della vita e dall’ineffabilità dei sentimenti, questo è Norwegian Wood (Tokio Blues) di Haruki Murakami

L’adolescenza e la giovinezza sono come corde di violino. Tese, rigide, incerte, melodie differenti a seconda del tocco, del pizzico, intenso. Nei libri vengono spesso dipinte nel loro caos e nelle loro difficoltà, periodi fondamentali che segneranno la vita adulta di ognuno di noi. Esistono dipinti fermi in superficie, descrivono adolescenze create con lo stampino, adolescenze di massa, banalmente sognate da giovinette spasmodicamente attente al look  che desiderano l’amore della loro vita a 17 anni. Mentre esistono dipinti che invece esplorano il mondo giovanile nei suoi drammi, che scavano nella profondità dell’inquietudine e che magistralmente mostrano l’adolescenza in tutta la sua intensità.

È proprio questo il caso di Norwegian Wood (Tokyo Blues) di Haruki Murakami del 1987. Titolo originale Noruwei no mori, traduzione letterale in giapponese di Norwegian Wood  dei Beatles, colonna sonora del romanzo nonché scintilla iniziale che porterà il protagonista a rivivere in un lungo flashback tutto il suo periodo giovanile. Il libro è uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi, e in Italia è stato pubblicato per la prima volta nel 1993, edito prima da Feltrinelli, poi rinnovato da Einaudi nel 2006, con un’accurata introduzione del traduttore Giorgio Amitrano.

Per tanti è una storia d’amore, per altri un grande romanzo sull’adolescenza, icona per i giovani giapponesi come, ahinoi, lo è Moccia per gli italiani, per molti ancora è un racconto sulla vita e la morte. Di fatto l’opera è un insieme di queste cose. L’amore e la morte, Eros e Thanatos, si mischiano inesorabilmente nei turbamenti adolescenziali del giovane Toru Watanabe, studente universitario all’epoca della Tokyo del ’68. Le rivolte studentesche del periodo sono però solo un’eco lontana nella vita di Watanabe, segnata dal rapporto fraterno con Kizuki, il migliore amico della scuola, e della sua ragazza, Naoko, in un trittico che in sé racchiude il cerchio della vita. Kizuki muore suicida a 17 anni, lasciando gli altri personaggi spaesati, soli davanti all’ineffabilità della vita. Da lì, le strade di Watanabe e Naoko si separano, per poi incontrarsi di nuovo e sfociare nel sentimento che è l’antitesi stesso della morte, l’amore. Un amore tormentato, vincolato al passato con Kizuki, alle chiacchierate a tre, alla felicità che sembrava cosi tangibile. La bellezza e i silenzi di Naoko, eterna straniera del mondo, sono espressioni del disagio di vivere, del malessere per tutto ciò che è sociale, finto. Il protagonista non riesce ad abbandonarla per tutto il romanzo, consapevole che lei è l’unica capace di comprenderlo davvero, lei è l’unica via per accettare finalmente il passato. Un amore impossibile, che muta fino al giorno del trasferimento di lei in un istituto psichiatrico, e la volontà di lui di non abbandonarla, nonostante l’incontro con Midori, una compagna di corso opposta a Naoko, ma anch’essa vittima della fredda presa della morte, che decimò la sua famiglia. Giovane esuberante e istintiva, Midori esprime dolore in ogni suo gesto, ma lo rende parte integrante della quotidianità, delle notti passate accanto al padre malato.  Watanabe con lei non sente più la sofferenza, oramai assuefatta allo scorrere del tempo e delle situazioni.

I difficili anni universitari, gli strani personaggi incontrati per caso, come il ricco e controverso studente Nagasawa, unito a Watanabe dalla mutua passione per la letteratura americana, il compagno di stanza soprannominato “Strurmtruppen” per i suoi ossessivi rituali o Reiko, coinquilina di Naoko in clinica e sorta di Virgilio nelle decisioni del protagonista, ma anche la vita in collegio e lo sfondo di una società in tumulto. Questi i contorni della crescita personale di Watanabe, che dovrà affrontare gli effetti della morte più di quanto egli possa immaginare, sempre in bilico tra la paura di sbagliare, la necessità di entrare in società e il conflitto con la propria personalità in continua evoluzione. Come il giovane Holden, Watanabe è guidato da un ostinato e profondo senso della morale e da un’avversione verso tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze che lo attirano con forza magnetica e rappresentano il passato, la vita, il futuro. Watanabe, alla fine, non potrà far altro che seguire il suo animo e fare una scelta, consapevole che «l'unica cosa da fare è superare la sofferenza con la sofferenza, possibilmente cercando di trarne un insegnamento, che non ci aiuterà, quando di nuovo la sofferenza ci colpirà all'improvviso».

Stile poetico, quasi surreale. Leggero ed etereo, Murakami affronta temi pesanti come se fossero storie, lasciando nel cuore di chi legge tanti spunti di riflessione e un senso di profonda malinconia, che sfociano in gratitudine per la vita in quanto tale, seppur per un attimo fugace.

lunedì 7 novembre 2011

Quando anche il caffè è indigesto.

5 scenari possibili ipotizzati dal Corriere della Sera sulla situazione politica italiana e la crisi.
Ad ogni scenario un senso di nausea risaliva su per l'esofago, col sapor di latte e caffè.
1 - 30% - GOVERNO TECNICO
Nuova legge elettorale e misure Ue con Monti

2 - 25% - GOVERNO CENTRODESTRA PIU’ UDC
Berlusconi si fa da parte e lascia a Letta o Schifani
(Udc che però si è alleata con Rutelli e PD...)
3 -  5% - GOVERNO BERLUSCONI
Il premier la spunta ancora, avanti con i suoi ministri
(Apoteosi della nausea. Non sono una antiberlusconiana cronica come la maggior parte, ma effettivamente ha fatto danni, è ora che lasci spazio ad ALRI - possibilmente FORZE FRESCHE - per risollevare l'Italia)
4 - 15% - GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE
Esecutivo politico di tutti con guida super partes
(Odio ancor più profondo per il Terzo Polo. Gente che 10 anni fa diceva il contrario di quello che dice oggi, e supportava posizioni estremamente opposte a quelle attuali. Politica alla carpe diem.)
5 - 25% - ALLE URNE
Il Cavaliere getta la spugna e si va a votare nel 2012 (
Domanda delle domande, che al di la di ideologie oramai decrepite che la società necessita di rinnovare per la sopravvivenza, attanaglia inesorabile la maggioranza delle giovani menti che studiano ma non lavorano e rappresentano emblematicamente la crisi attuale, PER CHI VOTARE? )

è tutto sul mancato rinnovamento politico che serve in Italia. Non è accettabile votare ancora per la stessa gente che 10, 20 anni fa oramai, si trovava nello stesso identico posto, tante le parole dette, tante le promesse fatte, ma la crisi ce la stiamo sobbarcando tutta noi, e loro sono ancora li a sfornare parole e spillare promesse di cambiamento.
Cambiamento,
preferisco notarne l'ironia che l'ipocrisia, altrimenti l'acidità di stomaco aumenta.
Non c'è il tasto "refresh" in Parlamento da qualche parte?

mercoledì 2 novembre 2011

Giusto per rimanere in tema...

Da Il Corriere della Sera:

In Italia circolano 72 mila auto blu: il dato ufficiale basta consultarlo sul sito del Formez che ha compiuto il monitoraggio per conto del ministero della pubblica amministrazione. Numero sbalorditivo ma il bello deve ancora venire.
Già, perchè si scopre che la nostra burocrazia è riuscita a catalogare le auto di servizio in tre gruppi: le "auto blu-blu" (proprio così, due volte blu) che sono quelle di rappresentanza politico-istituzionale  "a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali" (circa 2 mila), poi le "auto blu" (una sola volta blu) che sono quelle a disposizione dei "dirigenti apicali" (testuale, circa 10 mila), infine le "auto grigie" adibite, dice la relazione del Formez, ai "servizi operativi" (60 mila). Gli addetti sono 35 mila (di cui 14 mila autisti), la spesa per il personale è di 1,2 miliardi di euro all'anno. La spesa di gestione è di 350 milioni di euro che, sommando gli ammortamenti, diventa di 650 milioni. C'è poco da commentare, basta una parola: vergogna.
E nel Regno Unito? Occorre una premessa: le auto di servizio vengono gestite da un'authority che dipende dal ministero dei trasporti e si chiama "Government Car and Despatch Agency". In pratica, se un dipartimento ha bisogno di un'auto blu deve rivolgersi e farne richiesta all'Agenzia. Ecco i numeri ufficiali (anche in questo caso consultabili facilmente sul sito della "GCDA" oltre che del governo): al 31 marzo 2010 le auto blu in dotazione ai ministeri erano 78, il parco auto era complessivamente di 261 nel 2010, sceso a 195 nel 2011. Per parco auto s'intendono le vetture "blu-blu" (usiamo la terminlogia italiana e non quella britannica che si limita a un sobrio "ministerial cars") e le vetture "blu" e "grigie", utlilizzate per i servizi (ad esempio trasporto documenti e posta). Gli addetti sono 239 e il costo complessivo è di circa 7 milioni di sterline.
Ammettiamo pure che alla statistica sfuggano le auto di rappresentanza della famiglia reale (che sono 8). Ammettiamo che sfuggano pure quelle dei magistrati dell'Alta Corte e dei sindaci delle maggiori città. Nonostante tutto il raffronto fra Roma e Londra (sulle auto blu-blu) è imbarazzante. E poi ci sorprendiamo se scivoliamo sempre più giù...

La situazione italiana in Europa

L' Europa passa un brutto periodo, e non si capisce come risollevare l'economia del nostro piccolo gruppo di Nazioni.
"Sto vivendo una crisi
e una crisi c'è sempre ogni volta che qualcosa non va
sto vivendo una crisi
e una crisi è nell'aria ogni volta che mi sento solo "
In particolare l'Italia, una giovinetta di bell'aspetto che spende tutti i soldi del suo conto corrente facendo debiti a destra a manca, ma non riesce ad avere i giusti introiti, e cerca spiccioli in angusti e semivuoti pozzi. Qualche spicciolo di poco conto, ma che sembra oro puro.


"so che rimarrò distratto per un po'
quindi rimarrò altrettanto distante"

Non si accorge che spendendo meno per mantenere il suo bell'aspetto, forse riuscirebbe a risolvere i problemi economici. Non capisce che non è tappando la piccola perdita del rubinetto che si spreca meno acqua. E' chiudendo il rubinetto che i veri effetti della manovra si fanno sentire.

quando inizia una crisi è un po' tutto concesso
quasi come a carnevale
quando è in corso una crisi dimentico tutto
e posso farmi perdonare
so che rimarrò un po' assente da scuola
e forse non andrei nemmeno al lavoro

Ma no, lei decide di aprirlo ancora di più il rubinetto, non ne ha abbastanza e mai ne avrà. Piangendo lascrime laccate oro e agevolazioni. Impastando scuse sui mancati tagli agli sprechi e ai costi della sua politica spendacciona che aveva promesso di fare. Rimanendo solo con quegli spiccioli che finiscono subito, mentre i pozzi e le fontane sono sempre più vuoti, gli spiccioli sono finiti.

"molto spesso una crisi è tutt'altro che folle
è un eccesso di lucidità
sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi
resta qualche traccia

infatti ultimamente rido per niente
e non mi nascondo più facilmente
e malgrado sembri male
cambia solo il modo di giudicare"

E davanti all'Europa portiamo lettere di intenti che sanno di prometto di essere buono ma che sono pagine bianche. Mentre la giovinetta continua a pretendere vita sfarzosa,gentilmente offerta da noi vassalli troppo occupati a guadagnarci da vivere per riuscire a capire bene la situazione, eliminando la solidarietà che doveva essere costituzionale, non solo una tassa, in un caso come questo.

(Ancora non riesco a concepire un sistema in cui uno Stato, cioè un'insieme di persone, cioè io e la mia famiglia ad esempio, debba essere come un azienda, che fallisce, vive, muore, viene comprato e svenduto a piacimento. Come se la vita mia e della mia famiglia falliscono, vivono, muoiono, vengono comprate e svendute a piacimento. E il mio futuro va a puttane e auto blu.)