martedì 20 dicembre 2011

Monopolizzare le attenzioni

L'attenzione del popolo è una delle cose che più tendono a cadere vittime del monopolio.
Non ci sono più i precari e la crisi, non c'è più lo spread (nessuno sapeva cosa fosse, a meno degli economisti, fino a un mese fa. Ora anche il mio gatto gira la testa pensoso appena ne sente parlare). Ora c'è la Fornero VS Sindacati - che grazie al cielo si sono svegliati e non solo per inveire contro Berlusconi - ora c'è Ruby che ha partorito, e il gran capo ESTICAZZI esprime tutta la sua gioia per il lieto evento, ora c'è la manovra "salvaItalia". Non c'è più la crisi dei mercati e la nazione in fallimento, non c'è più il precariato, perchè a questo punto se è una conquista trovarsi lavoro, a una certa diventa una conquista anche liberarsene dopo i 70 anni. Non ci sono più i tagli alla sanità e all'Università che sono stati annunciati sottovoce ma che nessuno è riuscito a sentire, non ci sono più studenti incazzati che occupano Roma, ed è forse questa la cosa che più mi manca.

Tendiamo leggermente a dimenticare il passato noi italiani, e ad accettare passivi tutto ciò che ci propinano alla TV. Ci concentriamo su un unico argomento con tutte le nostre forze ma tralasciamo il flusso costante che ci circonda. Prima era Berlusconi, poi lo spread, ora le pensioni. Quand'è che osserveremo attentamente tutto lo scenario?