MI sono persa.
Non mi trovo.
Sono forse in una valiga troppo piena.
Sono nell'amore che fa capolino da un'angolo in cui non si era mai stato guardato. L'amore aggrappato al suo ruolo di protagonista precario.
Sono nel grembo della commiserazione e guardo il lontano avvenire, lamentandone l'irraggiungibilità.
Sono segretamente nell'agio del pessimismo che non sprona, nel guanciale solitario del fare senza cuore, nè anima, nè pelle. sono nelle frasi ansiose degli altri, che invidiano gli altrui cambiamenti ma nè rifuggono i propri.
Ricado nel mare della difficoltà insormontabile, nella paura persino di guardarlo per non caderci dentro.
Non riesco a gioire. Non riesco a rattristarmi. Non sono in nessuna di queste cose, mentre tutte queste cose fanno parte di me.
La vita che si vuole è quella che non aspettavi di volere. Il resto non sarà mai abbastanza.
Perchè hanno tutti più fiducia in me di me?
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