sabato 21 gennaio 2012

Per capire effettivamente una nazione, entrare nel sistema lavorativo potrebbe risultare molto utile.
Non è il mio caso poichè il pub very english dove attualmente dedico il mio tempo in cambio di soldini settimanali e tips che rallegrano la giornata, è gestito da kosovari.
Tuttavia, sento di essere appena entrata in qualcosa e di poterla descrivere come, un'esperienza.
Istruttiva, per certi versi, e sicuramente permette di vivere una località diversa in modo molto più concreto che dal semplice sightseen.
Non sei più un turista quando perdi un pò delle tue abitudini per far spazio a quelle del posto in cui vivi, come bere cappuccino alle 3 di pomeriggio senza alcun particolare motivo, insomma.
Da una condizione all'altra, lunedì comincerò le lezioni, ossia il vero motivo per il quale sono qui ora. Lavorare al pub, mi ha fatto perdere di vista,per un attimo, la ragione del mio essere qui e di tutto il mio percorso e, sempre per un attimo, ho collocato tutta la mia vita in quel bancone quadtrato, come se altro non fosse che quella.
Per lo stesso attimo, ho avuto paura che sarei rimasta una barista per tutta la vita.
E' un pò il timore che avevo in Italia finiti gli studi in realtà, e la sensazione era alquanto familiare, qui, però, sembrava molto più reale. 
Non è il lavoro che si fa a renderci persone migliori, però è segno sicuramente del nostro livello di ambizione e di desiderio di ricerca e miglioramento.
Può essere anche segno di accondiscendenza alla vita. Diciamo che ammiro chi li limita a fare un certo tipo di vita pur avendo le capacità di arrivare ben oltre.
Ma alla fine dei giochi, cambierebbe comunque qualcosa fare il medico o servire cappuccini? 

Nessun commento:

Posta un commento