La laurea perderà peso nei concorsi pubblici, anche se non ne verrà abolito il valore legale. I voti peseranno meno nelle graduatorie, le prove varranno di più. Articolo 9 «l’equiparazione dei titoli di studio e professionali nei casi in cui non sia intervenuta una disciplina di livello comunitario». A parte alcuni casi come la laurea in medicina, dove esiste appunto una disciplina comunitaria, la laurea perderà peso nelle selezioni per la pubblica amministrazione.
Non ci saranno punti in più a seconda del tipo di laurea (Economia o Giurisprudenza) e neanche in base al voto. Nella graduatoria finale, quindi, peseranno di più le prove del concorso rispetto ai titoli di studio.
Questo quello che emerge dalla bozza per le semplificazioni proposta dal governo.
Non ho mai giudicato chi, al termine degli studi superiori, ha scelto di continuare la formazione (mentale) o entrare direttamente nel mondo della formazione (lavorativa, pratica).
Tuttavia, la Laurea ha da sempre avuto un'alone di solennità e rispetto secondo il senso comune.
Al di là del fatto che nel corso del tempo essa ha perso la sua esclusività in favore di un'allargamento della possibilità di studiare e di formarsi per pressochè chiunque lo volesse.
Al di là del fatto che a causa di certe persone che hanno considerato studiare all'Università come andare in vacanza, magari perchè il costo delle tasse non gravava troppo per la propria famiglia, o forse per un acuta sindrome da peter - pan che impediva di prendersi le proprie responsabilità entranto nel mondo della FATICA, l'Università è diventata il paese dei balocchi per i nullafacenti.
Al di là di come la Laurea è stata matrattata da duecento anni a questa parte, per chi ha dovuto guadagnarsi ogni singolo esame e ogni libro, per chi ci ha creduto, per chi è rimasto un pò con quella solennità e quel senso di semi orgoglio per aver acquisito un titolo di studio, utile SOLO a chi è in grado di capirlo, tutto questo non mi sembra giusto.
Ricordo ancora le parole di mia madre, laureata in scienze politiche a 27 anni, impiegando meno tempo dei 4 anni necessari, studiando la notte, io piccolina. Che valore hanno ora quei sacrifici?
Prima la Laurea ERA qualcosa di importante.
Era una meta, un obiettivo, un processo.
Era motivo di sacrifici e di soddisfazioni.
Era un'occasione, da sfruttare, spremere fino alla polpa e avidamente assorbire. Cultura, studio, interesse, apretura mentale.
Permetteva di osservare il proprio mondo di interesse da diverse angolazioni e di accrescere i propri bagagli, culturali, formativi, umani.
Allora si, che la Laurea aveva un senso.
Ma ora, che questo senso si è evoluto nel corso del tempo e si è assuefatto alla superficialità nebbiosa della nostra società del 21° secolo, restano i sacrifici, resta l'orgoglio, resta quell'alone di significato che se non più solenne, se non altro è di speranza.
E si trovano PENALIZZATI, ORA, coloro i quali lavoravano per pagarsi gli studi, che chiedevano enormi sforzi ai propri genitori si trovano penalizzati, per colpa dei cambiamenti ma anche per colpa di un sistema che non riconosce più il valore della formazione accademica.
ALLORA, FORSE, DICO FORSE, non è cambiando di punto in bianco il valore di qualcosa che ha richiesto maggiore sforzo umano di quanto tutti quei signorotti della classe dirigente immaginano. Non è svalutando un titolo che si risolve il problema della precarietà e della disoccupazione.
FORSE, quel titolo andrebbe relazionato ai tempi che corrono, ma in senso costruttivo.
FORSE andrebbero eliminate le successioni di parentela, le dirigenze sbagliate, le Lauree regalate ai figli di e le posizioni classiste.
FORSE NON E' QUALE UNIVERSITA' SI SCEGLIE MA COME OGNI STUDENTE SFRUTTA QUEI MOMENTI, A DOVER CONTARE DI PIU'.
FORSE, andrebbe modificata l'Università nel senso di una formazione a tutto tondo, PRATICA E MENTALE, TIROCINI, STAGE, DAL PRIMO ANNO IN AZIENDA, PER UN CORRETTO CONNUBIO UNIVERSITA'-LAVORO.
FORSE, dico forse.
Io tra l'altro ho solo una striminzita triennale in Scienze della Comunicazione che valeva poco anche prima della bozza, però me la sono guadagnata, e nessuno riuscirà a togliermi 'lorgoglio di averla conseguita, nonostante tutto.
La Laurea non è carta straccia
http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/01/25/foto/studenti-28745971/
(e poi smetto di intasarti il blog)
RispondiEliminada notare una cosa pero`, avercela non conta un cazzo, ma non avercela conta molto, in negativo.
sopratutto qua in UK, dove e` da un bel po' che non ha valore legale, e dove per entrare in un graduate program in un'azienda privata (cioe` entrare per fare uno stage), devi avere un bachelor degree almeno (se no non si chiamerebbero Graduate programs mi dirai), e spesso e volentieri non e` richiesta nessuna materia specifica.
Avercelo non e` bene, ma non avercelo e` peggio mi sa.