giovedì 23 febbraio 2012

Proceeding

Mi piace il pragmatismo anglofono. Questo senso della pratica, l'attenzione al concreto.
Lezione di giornalismo televisivo alla LSJ. Tanta retorica sulla diversità del linguaggio, sugli stili da usare?
Absolutely not.
Via, Gavin, il mio fantastico tutor che una volta era Stan Laurel, ci riempie di fogli e ci dice, scegliete due news, scrivete 3-4 domande che vi farete a vicenda.
Per concludere prova di intervista davanti alla telecamera con relativa visione a posteriori e commenti (inutile soffermarci sulle risate).

Lezione di Newswriting. Running Stories.
Spiegazione frontale su cosa sono le running stories, sulla scrittura, sui contenuti?
No!!
Simulazione dell'assignment, divisi in gruppi con relativi contenuti ai quali pensare.

E' stata una dura giornata, ma stanca e soddisfatta (della paga presa a lavoro) mi sono detta che, forse, ne vale la pena star qui.

mercoledì 22 febbraio 2012

Flashback

Il mio ricordo di Copenaghen è pieno di emozioni contrastanti. E' stato il mio primo viaggio all'estero, un'esperienza unica, difficile all'inizio come tutti i cambiamenti, ma poi ricca di momenti che ancora oggi, a distanza di 3 anni, restano vivi nella mia testa e sembrano oramai parte di me come da sempre.
Non vivrei mai in Danimarca,  troppo freddo direi, ma apprezzarla è semplice se la si guarda per quello che è: un grande paese pieno di gente cordiale ma distaccata, con un senso della misura oscillante e un buonumore dato dalla leggerezza con cui prendono la vita mista alla birra che si bevono ad ogni ora.
E' la Danimarca, è un mondo a sè stante, è altro da noi e viverla, anche se per poco, non potrà che arricchirci di tante piccole cose che fin'ora non avevamo mai neanche preso in considerazione...

I 5 buoni motivi per apprezzare la Danimarca

1- L'HYGGE. L'hygge è un termine difficile da pronunciare e da tradurre che indica il puro relax e l'atmosfera dolcemente casalinga. E' un caffè mentre si legge un libro, è una cena a lume di candela con gli amici, è un barbecue all'aperto al primo sole di aprile. E' il modo di godere delle piccole gioie della vita senza troppi affanni e pretese, e i Danesi lo applicano a tutto. Sono cordiali, rilassati, non corrono e non si arrabbiano se non serve. Thake it easy!

2- Christiania, il quartiere di Copenaghen occupato da hippy anni '50 oramai da più di 30 anniE' totalmente diverso dal resto della città ed è popolato da una piccola comunità di hippy che fumano tranquillamente e ascoltano musica reggae e jazz. Tanti i concertini, tante le cene sociali a 20 corone dove è possibile riportarsi a casa il pane avanzato dai forni... anche anche tutte le brioches e i dolcetti!

3- La vita culturale. Copenaghen in primis, la cultura è estremamente apprezzata e propagata nella nazione scandinava. I musei sono quasi tutti gratuiti, ogni mese c'è un festival, un meeting, una convention. Dal Docu FIlm Festival sui documentari al Distorsion sulla musica elettronica. Da non perdere assolutamente.

4- La Bicicletta. Una riscoperta che ha cambiato il trascorrere dei miei ultimi mesi in Danimarca, con il primo sole primaverile. RIscoperta del contatto con la natura, l'aria fresca sul viso e un panorama di splendidi canali scintillanti di luce. Musica di sottofondo con l'ipod. Quanti bei ricordi.  Bici colorate per tutta la capitale, che è piccola e a portata d'uomo, che sfrecciano per gli splendidi canali e i parchi pieni di gente che ascolta note e mangia carne arrosto. Si riscopre il senso di appartenenza, ad una comunità ma anche a un modo di vivere la città più semplice e salutare.

5- Il rispetto. I Danesi hanno rispetto. Per l'altro individuo, per le altre culture, per la natura, per le istituzioni. Non evadono le tasse, mangiano cibi biologici e sono contro lo spreco. Avremmo molto da imparare...

e dulcis in fundo...

6- Il TIGER. Tutto a 10 e 20 corone. Estremamente futile e commerciale, però pieno di cosette assolutamente inutili quanto soddisfacenti. Ed economiche in una nazione decisamente cara!

venerdì 17 febbraio 2012

Questione di routine

La routine è sempre la stessa,
a Fermo
a Londra
as Abu-dabi.
é quando la routine si spezza che allora ritrovi il contesto. Tutto sta a trovare un MOMENTO per spezzarla.

"Mmh, già comincio a pensare che avevo più vita sociale a Montegranaro (paesino dell'interno Marche ndr.) che a Londra, il che è parecchio inquietante"
cit. emblematica della mia cara compagna di sventure e corregionale incontrata per caso alla London School.

La responsabilità invecchia.

lunedì 13 febbraio 2012

London School of Journalism 2


Se volete andare alla london school of journalism ed avete già precedentemente lavorato-studiato-avuto a che fare col giornalismo in Italia, SCORDATEVELO!

Ero un tempo brava e ambiziosa, i miei articoli suscitavano interesse tra gli accademici e la mia scrittura piaceva per lo più. Ora prendo tutte B e non capisco gli assignment. Io come i 5 connazionali compagni di merende e sventure, tutti profondamente quanto relativamente inconsapevolmente legati alla nostra madreterra.
Il giornalismo anglosassone è altra cosa. Qui sono addirittura capaci di creare un corso intero sulla legge dei media e su come scrivere un articolo su un caso giudiziario. Corso tra l'altro dal valore 50% di tutto il master...
Qui se uno non è dichiarato colpevole non lo si dichiara tale ne si fanno illazioni. Addirittura non lo si cita neanche, talvolta. Qui se uno è colpevole è trattato con rispetto. Praticamente il contrario che in Italia...
Speriamo di salire di grado, soprattutto quando lascerò il lavoro. Vivrò a pane e tap water, ma perchè cominciare a stressarmi a 23 anni col capo stronzo? Perchè farsi cosi del male, se il solo pensiero di entrare in quel posto mi provoca palpitazioni e sudarelle? Allora dico basta. Meglio vivere con poco che vivere infelici, alla fine. Qualcos'altro troverò, anche fosse lo spazzino, ma se non altro nessuno giudicherà il tuo carattere e ti dirà di stare zitta perchè comanda lui.

Lezione nr 7 - I ruoli uccidono l'umano.