giovedì 29 marzo 2012

Due mesi di LSJ

Cosa dire della London School of Journalism dopo due mesi dall'inizio?

Solamente che E' FOTTUTAMENTE IMPEGNATIVA!

Se presa sul serio, come tutte le cose, è una scuola difficile. Ha innanzitutto alti livelli valutativi, anche per essere un master a pagamento.
Richiede lavori continuativi e di ottima qualità.
Gli esternal markers non perdonano.

Il lavoro da svolgere è tanto e complesso. 
Almeno un assignment alla settimana, o due se non sono previste delle lezioni. Insieme, 3 scritti individuali di presentare al proprio tutor di media ogni due settimane.
Poi ci sono i libri da studiare, le ricerche e le interviste da (ipoteticamente) sostenere per un articolo originale e supportato da FATTI.

Dall'altro lato, la qualità dell'insegnamento non è cosi scontata. Come in ogni istituto, essa dipende dal professore.
Alcune materie sono molto interessanti e ben strutturate.

Media Law, diritto della comunicazione, è un corso che mi ha appassionato strada facendo. Il professore, Andrew Knight, inizialmente era difficile da capire, data la sua parlantina e il suo accento molto londinese. Piano piano però è diventato comprensibile, ed oltre che essere un docente simpatico e dalla battuta pronta, è anche super orgoglioso del suo quadernone ad anelli pieno di vecchi articoli, amorevolmente tenuti in fogli trasparenti e divisi per ogni facciata da un sottile foglio di carta bianca. 
Ha articoli per ogni singolo articolo o codice o act presente nel libro di legge più spaventoso quanto semplice mai visto, l'Essential Law for Journalists di Mr McNae. 
Apparte la somiglianza con Jhon Locke di Lost ma coi capelli di lato e i completi tinta unita pantalone sgualcito - camicia a righe - cravatta, è un buon insegnante e anche l'unico che da soddisfazione (grazie per la A prof!) e che mi ha fatto interessare anche alle innumerevoli denuncie diNaomi Campbell alla stampa per foto o articoli sulla sua tossicodipendenza.

Feature, Style,  Internet Research, sono invece corsi potenzialmente molto interessanti, e soprattutto istruttivi per uno studente non inglese. Tuttavia, il professore, tale Peter Carty, che come giornalista del Guardian e ex rivoluzionario degli anni '80 probabilmente era il massimo. Come insegnante tralasciamo.
Questioni prive di sostanza e domande che non trovano risposta, o se la trovano è un mugugno nasale tipo "ouuuuH"  privo di senso.
Ogni tanto qualche spunto interessante, ma nel complesso avremmo sperato di meglio.

Blogging è un corso appena iniziato su come aprire un blog e sul giornalismo nel web. Forse un pò obsoleto, direi, ma stimolante perchè alla fine concretamente abbiamo dovuto aprire un blog e curarlo, cosa che alle volte im ricorda il vecchio tamagochi. Lo aggiorni, cambi l'interfaccia, lo curi e lo sistemi. Come un animaletto vivo e bisognoso che rischia di restare indietro mentre il mondo digitale corre veloce verso l'orizzonte. Il professore, Gary Moskowitz, è un giovanotto Newyorkese estremamente fico, e sposato, che ha capito in anticipo la potenza della comunicazione su web, e a 30 insegna alla City University di Londra e collabora con il New York Times. Quando si dice la VEDENZA. Qui il link al suo blog, su musica, arte e cronaca contemporanea.

Tutto sommato sono soddisfatta della scelta, a livello formativo è un'ottima esperienza. Speriamo poi anche a livello pratico... 
Prima che diventi cieca e matta.




martedì 27 marzo 2012

Il National Insurance Number

Il National Insurance Number è una specie di Codice Fiscale italiano.
E' unico, personale e una volta fatto resta quello tutta la vita.

Il numero lo avrete, ma lo stato non ha più soldi per avere la card, peccato!
Esso è utile e necessario per trovare lavoro, quindi versare contributi, o richiedere prestiti per studiare.
Non occorre essere cittadini britannici per averlo, basta semplicemente essere residenti in Inghilterra e PROVARLO (cioè avere un contratto di casa... se non l'avete fatevi fare un foglio firmato dal landlord che confermi la vostra abitazione lì, oppure fatevi spedire una bolletta a vostro nome. Tanti richiedono alla propria banca in Italia di inviare un'estratto conto all'indirizzo inglese ad esempio...).


Il passo successivo è semplice, chiamare questo numero:

0044 845 600 0643

o visitare questo sito:
http://www.jobcentreplus.gov.uk/JCP/index.html

e prendere un'appuntamento nel Job Center più vicino. Potete farlo dopo aver chiesto la disoccupazione o dopo aver trovato lavoro.


Io l'ho avuto ieri ed è piuttosto semplice.
Portare: - Passaporto o altro documento d'idendità con foto
               - Certificato di residenza
               -  La lettera che vi invieranno poco dopo aver prenotato l'appuntamento
              - Qualsiasi altro foglio che provi che state effettivamente facendo qualcosa  in Inghilterra (certificato della scuola o dell'Università, contratto di lavoro)

Il vostro caso verrà esaminato (addirittura arriverà fino a Glasgow) ed entro 4 settimane avrete il vostro numerino.
Da lì cercare lavoro, aprire un conto in banca, vivere insomma una vita burocraticamente inglese diventerà semplice e a portata di mano!