Se pensavo che lavorare come TRAVEL JOURNALIST fosse semplicemente molto fico,dopo la lezione di Paul Gogarty, giornalista per il Guardian, ne sono assolutamente certa!
Un tizio sui 50 anni portati bene che ci racconta come è cominciata la sua avventura e l'unico, veramente l'unico a dire: ragazzi, è un periodo di cambiamento, il lavoro è difficile trovarlo perchè si sta trasformando. E non vedetelo solo da lato negativo!
Un tizio molto bravo d insegnare, che è partito da giovane con la sua backpack ed è stato 3 anni in India. Torna e gli dicono di scrivere dei suoi viaggi. Non si limita a farlo, ma propone, ha qualcosa da offrire e ora è un giornalista affermato.
Un tizio che ha girato il mondo. Punto.
Ci illustra il programma.
Ci mostra come essere un travel journalist sia un processo graduale, si parte esaminando le diverse categorie del settore, i requisiti necessari (TOP 3: abilità di scrittura, idee, essere "huslter" ovvero sapersi vendere), i pro e i contro del mestiere:
PRO: viaggiare FOR FREE, esperienza, conoscere fantastica gente di tutto il mondo
CONTRO: soldi - pochi, solitudine, mancanza di stabilità familiare e relazionale, malattie (grazie Anto per questa chicca).
Cit: "Vedete, ci sono elementi contrastanti nel mestiere, due facce della stessa medaglia: magari conoscete un mucchio di gente simpatica e interessante in India mentre vostra moglie è a casa che firma le pratiche per il divorzio!"
Si arriva poi al lato economico della cosa, il sapersi vendere è l'obbligo in questo mestiere, fino allo sviluppo di IDEE, quali vanno bene e quali no, e al proprio stile.
Un processo dove si impara dagli esperti e dove si scopre di essere esperti in qualcosa, anche se ancora non sappiamo cosa (però lui ha detto che c'è... mah...)
Forse non darà da mangiare, ma è un lavoro che apre la mente e permette di viaggiare con un'occhio diverso, assaporando la novità del luogo e avendo il provilegio di trasmetterla agli altri.
Tutto, dice Cogarty, può essere soggetto di un racconto di viaggio, anche una colazione di mezz'ora ma che ti permette di vivere, sentire il luogo meglio di qualsiasi guida turistica.
Viaggiare per il gusto di farlo, viaggiare con la mente attenta ai particolari, viaggiare e conoscere il posto che si visita dalle parole della gente che vive lì.Viaggiare ed essere curiosi, chiedere, informarsi. Scoprire i posti nascosti, le particolarità.
Poi scriverne per chi non c'è stato, conservando tutta l'intensità del momento, che è poi la sostanza di ogni viaggio.
Ovviamente è anche un lavoro, e come tale è soggetto a regole di mercato e di audience. Che cosa vuole l'audience?
I 5 migliori ristoranti italiani a Londra? Probabilmente se si sommano tutte le liste di tutti i giornali dei 5 migliori ristoranti italiani a Londra, abbiamo l'elenco completo di tutti i ristoranti italiani a Londra.
L'audience vuole quello che lo scrittore riesce a dargli, vuole provare la stessa emozione nel vedere un paesaggio inedito, vuole lo stesso mal di stomaco dopo aver assaggiato un piatto africano a base di cervello, vuole lo stesso sapore del viaggio, vuole sapere la tua esperienza.
Quale miglior lavoro uno in cui vieni pagato per fare esperienza e renderne gli altri partecipi?
Lezione n. 9 - Londra è un agglomerato di quartieri, non una città, che porta a continue scelte: non troverai mai un pub che trasmette la partita a Notting Hill o a Myfair, come non troverai mai un ristorante nell City.



