E siamo a metà rush di questo strano percorso che mi sta facendo capire diverse cose sul da farsi.
Dopo tre mesi passati a Londra alla London School of Journalism devo dire che alcune cose le ho imparate:
1- Mai scherzare con gli Inglesi. Una cosuccia che in Italia sarebbe considerata una "ragazzata" qui viene presa estremamente sul serio. La serietà è un'elemento che li contraddistingue da sempre e purtroppo questo fa sentire noi Italiani, una volta che ci si sbatte, delle cacchine di piccione, a pensare "ma quanto sono deficente"!
2- Lavoro Pratico. Alla scuola si aspettano interviste clamorose, indagini sul campo, ricerca e partecipazione. E' un lavoro estremamente pratico, e in questo gli inglesi sono bravi. Tuttavia, alla teoria, noi italiani andiamo forti. Lo spiega il massimo dei voti che prendiamo nei compiti di MEDIA LAW (Diritto della Comunicazione) contro gli C degli Inglesi, che non sono abituati a studiare tomi su tomi per un esame di 5 crediti.
lezione n.7 è la più importante:
le esperienze di vita sono il succo di tutto quello che stiamo facendo, e la soddisfazione arriva dal basso.
Io forse un tirocinio non lo troverò a Londra, ma a quel punto realizzo uno dei miei desideri, riprendere il francese, magari a Parigi o a Bruxelles.
Perchè devo per forza fare un tirocinio e cominciare la carriera? Perchè deve essere cosi importante?
Perchè ammiriamo la gente che manda tutto a quel paese per un sogno, ma non siamo capaci di farlo?
Perchè in questa società è il lavoro che identifica, ma non la vita stessa? All'estero l'anno sabbatico per viaggiare se lo prendono TUTTI, il lavoro lo trovano lo stesso anche anni dopo di noi. Chi ha vinto?
Non ho soldi da buttare, non ho agevolazioni di alcun genere. ù
Ma ho sempre lavorato per guadagnarmi le mie esperienze, e non a Bangladesh (leggete l'articolo e capirete) ma a Porto San Giorgio (FM) come cameriera. L'ho rifatto anche a Londra per un pò e lo rifarò se necessario in qualsiasi altro posto del mondo.
E questo mi da soddisfazione, anche se la giornalista, in vita mia, non la farò mai.
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